CD 1
La danza delle ossa stanche
Ninna nanna ninna oh
questo bimbo a chi lo do?
Lo darò all'uomo nero
che lo mangia tutto intero
lo darò all'uomo bianco
che lo vende sotto banco
Ninna nanna ninna oh
del mio bimbo che farò?
Lo darò ai sacerdoti
che gl’insegneran divieti
lo darò ai genitori
che gl’inietteranno orrori
(Sergio 1996)
*
Vesna
Милая ласточка
ласточка моя
Летай, ласточка
а только если мчатся облака
Еще ты молода
а опытна стрела
На небе клюв орла
и на суше ловчая рука
Ушла твоя сестра
ушла навсегда
Бедная ласточка
ласточка моя.
(Sergio 1999)
*
Continua alterazione del tempo
1. …che amavo di più era starmene seduto sul letto di mio fratello a guardare il pulviscolo attraverso il raggio di sole. Amavo molto anche finestre, cieli e case inondate di giallo.
Mi sdraiavo e leggevo. Il pulviscolo volava nel raggio. La stanza si faceva sempre più gialla.
Di sera pensavo alle cose più disperate – amianto, invertebrati, altalene rotte. A volte sognavo senza speranza di essere un animale peloso e di piccola taglia: un vombato, una proscimmia o una marmotta. Per nessuna cifra al mondo avrei voluto diventare una siringa, un bastone da passeggio, un parchimetro.
Altre volte invece mi assaliva un’allegria insensata, come se mi stessero friggendo l’anima nel burro, e allora andavo al parco a guardare le altalene
2. …ho comprato fiori senza speranza, molte cose buffe pupazzetti altalene, bella va’ in Norvegia, alti biondi neonazisti, sabato sera ho visto due persone integre avevano due ossa per occhi e i gatti a loro non piacevano avevano uno strano alterato corsaro concetto del tempo, ho spedito un reclamo al Signore ora confesso animali di varie specie, cavalli tritoni manati scorpioni bonobo filovirus capodogli opilionidi ragni grossi come un pugno malmignatte velenose, confesso che ho molto aspettato la Grazia, di aspettare mi sono stufato, ho tentato di frenare non sono riuscito ad evitare lo scontro
(Sergio 2000)
*
CD 2
Fiume stanco
Dorme dorme, riposerà
Ora dorme, sognerà
Fiume stanco
Scivola
Nel suo letto
Scorrerà
Linfa fredda, liquida
Lentamente si agita
Fiume stanco
Scivola
Nel suo letto
Scorrerà.
(Marco 2003)
*
Beta Minus
Abbandonandomi a lussuose perdite
di sensi mi ritroverò
ad annegare senza che nessuno provi
il minimo rimorso
Liquidare ogni discorso inutile è
un alibi accettabile
per aggirare il malessere che mi
costringe ad annegare
L’artificiale percezione dei perché
mi lascia indifferente
di fronte a sua mostruosità il pensiero
unico che domina
L’inestricabile immagine dei suoi
tentacoli è stabilità
e abbandonandomi a lussuose perdite
di sensi io annegherò.
(Marco 2001)
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Pesci ragni e maiali
E più di tutto vorrei fare
la conchiglia in fondo al mare
fare come gli animali
pesci ragni e maiali.
Di fare l'uomo sono stanco
stare attento al conto in banca
veder preti e musulmani
stare fermo con le mani
(Sergio 2000)
*
Promemoria (a C.G.)
Io devo segnarmi
tenere presente
che l’aria può a volte
persino bruciare
tenere presente
che un solo estintore
può a volte in estate
dar fuoco alle piazze
Chi mangia la merda
e sorride felice
chi è morto ma ancora
non si è reso conto
chi mira alla faccia
chi sente esplosioni
fa finta di niente
e ritorna a mangiare
Io devo imparare
a parlare in silenzio
sapere che è facile
andare in frantumi
che un braccio levato
può non arrestare
il bastone calato
a spaccare la carne
Ma voi continuate
a dormire, a giocare
a mangiare la merda
a sentirvi felici
perché se vi alzaste
e guardaste oltre il vetro
potreste vedere
le bombe vedreste cadere
(Sergio 2001)
*
Il buio
Per difendermi ho soltanto me
pelle elastica e rapacità
a stento bastano a proteggermi
dalla brezza delle cose
e faccio sogni di bestie sottili
solo sogni di bestie sottili
Datemi un crepuscolo infinito
notti giorni e notti in un respiro
voglio andare a spasso con il tempo
vivere sfondando il mistero
tutt’intorno come sempre il buio
tutt’intorno come sempre il buio
Entra a piedi nudi nella stanza
l’ora del fiato sospeso
il cielo viola spinto contro il muro
l’ora del sogno concreto
tutt’intorno come sempre il buio
tutt’intorno come sempre il buio
Voglio fare come il temporale
l’eco il sasso il legno il mare
l’onda il vento la conchiglia il ragno
che non sanno cos’è bestemmiare
e faccio sogni di bestie sottili
solo sogni di bestie sottili
(Sergio 2001)
*
La città sommersa
Che ci fanno grida
di gabbiani nel profondo?
sotto il mare forse
vive una città sommersa
Quando cade il sole
sotto l'onda che si spacca
sento a volte l'eco
di lontane antiche voci
Dimmi grigio pesce
che hai sondato a lungo i mari
dimmi: in quell'abisso
chi respira ha la mia faccia?
Lungo i muri d'osso
tra le alghe dei fondali
ride l'annegato
vecchio corpo che ero io
Le vuote stagioni
non conoscono tempesta
ai sommersi il vento
non importa più del tempo
E quando il sole cade
sotto l'onda che si spacca
ride l'annegato
vecchio corpo che ero io…
(Sergio 2000)
*
INEDITI
Buoni propositi per la primavera (se viene)
Scorderò l’igiene, la figa, l’infanzia,
sguscerò dalla trincea
come uno stronzo di carne lucida,
attraverserò il terreno butterato, esploso,
trapasserò le linee nemiche
e solo per non succhiare speranze inutili
mi ergerò controluce,
annerito,
persiano.
Mi fisseranno un istante stupiti,
ne approfitterò, farò il pavone,
a chi si aspetterà eroismi
fornirò materia di linciaggio.
Urlerò soltanto –
e con voce neanche tanto piena –
prima di azionare il detonatore.
(Sergio 2004)
*
Questa è la ferocia
Questa è la ferocia
la ferocia e gli occhi sporchi
gli occhi sporchi del mondo
E le bombe le scarpe i cecchini
e i cadaveri allungati in stupore
che scavalchi a cosce larghe
E la bocca che spalanchi sdentata
cariata la lingua corrosa la bocca
esplosa e di fuoco la fronte e gli dei
rannicchiati in lividi e cicatrici
Carne fresca violata in pianto
cagna slabbrata sfrangiata
questo è il mio amore la mia furia
a spasso in fiamme ancora in strada
(Sergio 2004)
*
La buona creanza
Spegnere e darsi al passeggio, all’ingrasso –
i bollori, beninteso, e l’anima rosso sangue
scartavetrarsi le voglie e partire
in guerra contro la masturbazione
temperanza, niente attese, poche pretese
si badi all’igiene di cilicio e mutande
fosse per te piccola merda schizzeresti
la semenza fino in faccia all’eternità.
La continenza anaerobica dei sogni
leva il bruciore e caramella le inculate
Appiccheremo il fuoco alle corone
dei vostri capelli, messieurs – sappiatelo
alla giostra al giardino al nido privé –
padri di vomito, madri di macello
non v’illuda l’amore succhiacazzi
che c’immerda i ventri bianchi spaccati
(Sergio 2004)