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Contro le immondizie musicali

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20/05/2007

Musicanti

Marco

MarcoChitarra elettrica e acustica, bouzouki, saz, oud, voce
Data di nascita: 1875
Segno zodiacale: barracuda

Come si può vedere dalla data di nascita, Marco aveva 46 anni quando scoppiò l’insurrezione di Kronštadt. Il dilemma morale che lo colse allora (non seppe decidere se avevano torto gli insorti o Trockij) gli procurò una grave crisi di coscienza. Marco si dimise da commissario politico, nascose sotto una piastrella la propria tessera di Partito e scelse di rinascere cinquantatré anni più tardi, quando, come disse allora, “Il comunismo si sarà perfezionato e regnerà in pace su tutta la terra”. Come si sa, in questo senso il destino non è stato molto tenero con lui.
Tornato alle elementari, è caduto vittima di uno dei più tragici equivoci della storia recente. Il sistema di spionaggio internazionale ha infatti intercettato la seguente conversazione tra la sua maestra e sua madre: “Eh, lo so, signora, che suo figlio di solito è tanto bravo. Però oggi è stato proprio una canaglia”.
Travisando il senso dell’espressione “stato canaglia”, il governo degli Stati Uniti ha inserito il suo nome nell’elenco dei paesi malvagi e ha tentato più volte di bombardargli l’abitazione.
Da allora, se gli si nomina gli americani, Marco assume un’aria vagamente inquietante, come di chi voglia torturarti a sangue, ed emette uno strano rumore con i denti.
Costituisce la spina dorsale del gruppo (o, come dice la violista, la “spina di pesce”) ed è l’autore della quasi totalità delle musiche (cioè se ci denunciano per plagio la responsabilità è sua). Suona anche una mega di strumenti, e tutti da dio. Il sospetto è che lo faccia perché è uno sborone.

Perversioni inconfessabili: ama ascoltare i dischi di John McLaughlin.


*


Silvia

la violinistaViola (e violino)
Data di nascita: da qualche parte all’alba degli anni ‘80
Segno zodiacale: lavabo

Dotata di un’indole mite e pacifica, Silvia ama nel tempo libero lavorare all’uncinetto, guardare film sentimentali e infilzare con lunghi spilloni gli assicuratori. Alle prove, è colei che sprona gli altri a dare il meglio di sé con frasi d’incitamento quali “Aguzzini bastardi”, “Chi cazzo se lo ricorda?” e “Dài, pausa sigaretta”.
È l’unico membro del gruppo a vantare un posto fisso di lavoro (come sicaria per i Servizi Segreti lituani).
La storia di come si è accostata a quel meraviglioso strumento che è la viola merita davvero di essere raccontata.
In terza elementare la compagna di banco si vantò di saper già suonare divinamente il flauto. Silvia, non sopportando l’idea di essere superata in eccellenza, andò su tutte le furie, uscì di scuola e si recò in un negozio di strumenti musicali. Il commesso, vistosi di fronte una bambina, pensò bene di ingannarla: quando la piccola le chiese un flauto, lui le vendette una viola.
Da allora – e dobbiamo essere grati a quel commesso disonesto – Silvia suona la viola nei Duramadre. Quando poi gli altri riusciranno a convincerla che non si suona soffiandole dentro, sarà proprio il massimo. 

Perversioni inconfessabili: odia la musica.


*


Sergio

SergioBasso, voce
Data di nascita: 973 d.C.
Segno zodiacale: testicoli

Nonostante la veneranda età, Sergio va esageratamente fiero del fatto che dimostra due o tre secoli di meno. Grazie al suo ingannevole aspetto giovanile, può tuttora permettersi di ascoltare i Rage Against The Machine ad alto volume e indossare i jeans e una maglietta, anche se nessuno gli ha mai spiegato che prima deve togliersi l’armatura.
Come bassista ha elaborato una tecnica originale e complicata, che consiste nel suonare il minor numero possibile di note usando il minor numero possibile di dita. Queste finezze gli hanno meritato l’appellativo di “miglior bassista nella storia del gruppo” (anche perché di fatto è il solo che il gruppo abbia mai avuto).
È autore di molti dei testi e perciò si considera l’intellettuale del gruppo. Basti pensare che è in possesso di ben due lauree: una in lingua e letteratura russa, che gli serve per farsi bello; e una in storia del pensiero spregevole, che gli serve per trovare lavoro. 

Perversioni inconfessabili: ama i Sex Pistols.


*


gianni bnGianni

Batteria, percussioni
Data di nascita: XII secolo d.C. (?)
Segno zodiacale: muflone incazzato

La storia del Prete Gianni è entrata nella leggenda. Si manifesta per la prima volta intorno agli anni Sessanta (del XII secolo) con una e-mail all’imperatore bizantino Emanuele Comneno, il quale tuttavia cancella il messaggio credendolo semplice spam.
Il primo a prenderlo sul serio è l’inviato pontificio nelle terre del Khan di Mongolia, fra’ Giovanni da Pian del Carpine, il quale ha la ventura di ascoltarlo dal vivo. Il diplomatico resta incantato dalla sua bravura (“Potei ascoltare a lungo il Prete Gianni – scriverà in seguito a papa Innocenzo IV – e devo dire che il suo modo di suonare la batteria mi sorprese e mi dilettò: egli è davvero per grazia di Dio uno dei pochi difensori della buona musica in Oriente, e forse il solo a suonare da cristiano”) e cerca di scritturarlo per una tournée nello Stato pontificio, ma il Gran Khan blocca tutto, accusando senza tanti giri di parola il frate italiano di volergli rubare il batterista.
Fortunatamente, qualche anno dopo la bande del Gran Khan si scioglie per dissidi sul repertorio: il sovrano mongolo – che nel gruppo suona la chitarra solista – è un appassionato di Yngwie Malmsteen, la bassista è una cultrice dei Ramones, il tastierista predilige la musica lounge e il Prete Gianni qualsiasi genere di musica purché abbia un ritmo dispari con decimali periodici o si basi sulla successione di Fibonacci. Lo scontro di civiltà è inevitabile.
Emigrato nel Milanese, il Prete Gianni entra finalmente in pianta stabile nella nostra formazione.

Perversioni inconfessabili: ascolta oscuri ensemble di musica percussiva afro-brasilian-newyorkese dai nomi impronunciabili.


*


matteo bnMatteo

Voce, fisarmonica, percussioni
Data di nascita: 2382
Segno zodiacale: freccette

Matteo nascerà in una famiglia di profughi afghani che dal confine si sposteranno nell’Iran e poi in Italia, viaggiando su biciclette graziella: un’impresa tutt’altro che trascurabile.
Dotato di un talento musicale paragonabile a quello di Albert Einstein per la danza del ventre o di Bin Laden per le pari opportunità, nonché di uno spirito eclettico e versatile, il giovane Matteo crescerà ascoltando i più svariati generi di musica: tagliaerba, raccolta del vetro alle sette del mattino, scurregge di gatto, tromba di naso, zanzara nell’orecchio di notte.
Sarà dapprima un appassionato collezionista di hallucigeniae (finché non scoprirà che le hallucigeniae sono insetti preistorici schifosissimi e oltretutto estinti), poi membro devoto della Chiesa Avventizia Di Un Giorno A Caso (fautrice della liceità della birra e dei crackers come sostitutivi del pane e del vino), infine socio benemerito del Club Gastronomico Amatori dei Mozziconi (sostenitori dell’uso delle cicche di sigaretta come ingrediente principe della cucina mediterranea).
Nei Duramadre si occuperà soprattutto della salatura dell’acqua della pasta e di mediare con le forze dell’ordine.

Perversioni inconfessabili: Vinicio Capossela.
postato da: duramat alle ore 14:36 | link | commenti
categorie: musicanti